Cenni storici
LE ORIGINI
Le origini di Tromello, in dialetto TRUME’, si suppone siano molto antiche ed il ritrovamento di tombe celtiche e romane nei dintorni dell’abitato, ne confermerebbero l’ipotesi.
Tromello sorge sulla riva destra del torrente Terdoppio ed anticamente era indicato come luogo di transito sul tracciato della via romea, che da Pavia raggiungeva le Gallie.
Nel 990, Sigeric, arcivescovo di Canterbury, si recò a Roma per ricevere dal Papa il simbolo della sua autorità. Durante il percorso che si snodava lungo i sentieri della via Francigena, scrisse sul suo diario di viaggio di essere giunto a TREMEL, sua XLII tappa,dove si trovava un ospizio per pellegrini.
Anche il toponimo non ha chiare origini: versione più attendibile fa derivare il nome Tromello dal Latino TRES MELLUM ( mell nel tedesco arcaico significa cinta), per la presenza di tre ordini di fortificazioni.
Già alla fine del secolo XIII esisteva un castello o, come scrive l’Azario, “una fortissima rocca”:
Nel 1335, i Beccarla, nobili pavesi ne diventarono i feudatari; nel 1535 il feudo passò agli Stanpa, grandi di Spagna che ne mantennero l’investitura fino al 1800.
Con l’avvento dell’era napoleonica, terminò il feudalismo tromellese.
Il tre settembre milleseicentocinquantanove, due reggimenti francesi invasero il paese ed i “ Tromellini”, per sfuggire alla violenza dei soldati, si rifugiarono nel castello.
I francesi saccheggiarono l’abitato ed anche la campagna circostante ma non fecero vittime perché il rande maniero, che inglobava il Borghetto, non venne spugnato. Gli abitanti ritornarono alle loro case solo il 30 ottobre quando i francesi abbandonarono la zona.
Nel 1750 venne costruito il primo ponte di legno su torrente Terdoppio, fino ad allora il torrente lo si attraversava a guado, o per mezzo di una passerella pedonale di legno. Nel 1769 venne costruito quello in muratura.
Una striscia di territorio tromellese raggiungeva il fiume Ticino nelle vicinanze della cascina Torrazzina, per questo motivo, nel 1815, venne istituita una Regia Dogana con sei doganieri.
Nel 1828 il TURON (Torrione), simbolo di Tromello venne alzato di sei metri per istallarvi il quadrante dell’orologio.
Il 22 marzo 1849, dopo la battaglia della Sforzesca, il paese venne invaso dagli Austriaci che qui istallarono il loro quartier generale.
Nel 1859, allo scoppio della seconda guerra d’Indipendenza, Tromello venne nuovamente invaso da 30 mila soldati austriaci che vi alloggiarono dal 30 aprile al 4 giugno. A metà ottocento, Tromello contava già 3.000 abitanti.
Nel 1864, il paese ebbe la prima illuminazione notturna con lanterna ad olio e nel 1899 ebbe quella elettrica.
Nel 1881 si inaugurò la linea ferroviaria Pavia-Mortara-Vercelli e nel 1884 la linea tranviaria Pomello-Vigevano.
IL TORRIONE
Anno di costruzione ignota…probabile torre medioevale.
In origine doveva essere la torre d’angolo del “fortissimo” castello, del quale non v’è più traccia. Il castelli di cui la torre era parte integrante, dovrebbe risalire al XIII-XIV secolo, nessun documento ne attesta l’epoca certa.
La torre è sempre stata di proprietà della comunità di Tromello, la quale, nel 1828, decise di alzarla di sei metri, per potervi istallare un orologio
Il tetto di cui era munita la torre, dovette lasciare il posto al caratteristico balaustrato con colonne di pietra, voluto dai tromellesi che, da allora lo ritennero il simbolo del Paese.
PALAZZO STAMPA (ora sede Municipale)
Venne eretto nella seconda metà del XV secolo, dal Feudatario di Tromello, il Conte Don Massimiliano Stampa (grande di Spagna) che ne ottenne l’investitura da Carlo V, il 15 aprile 1535.
In origine era una casa forte, utile alla difesa del contado tromellese, ed all’adiacente castello.
Nel cortile interno si trovavano le scuderie e su un lato della costruzione, era impiantato un grande giardino, completamente cintato da mura. Verso la fine del XVIII secolo, passò ai Marchesi Castiglioni, che se ne liberarono nel secolo successivo. Il Palazzo, subì diverse trasformazioni, perse la funzione originale divenne un’ottima dimora signorile.
A fine 1800 la contessa Marietta Gamberana proprietaria del Palazzo lo cedette al Comune che lo destinò a sede Municipale.
PALAZZO BRIELLI
I Brielli, per diversi secoli, rappresentarono la “Legge” in qule di Tromello, essendo notai e avvocati per generazioni; molti di loro ricoprirono la carica di Segretario Comunale.
Il grande Palazzo di loro proprietà, si può far risalire al XVII secolo, anche se taluni credono che sia del secolo precedente.
Durante le guerre risorgimentali, molti alti ufficiali, sia austriaci che piemontesi, presero alloggio in quel comodo palazzo, corredato di ottime scuderie.
CITTADINI BENEMERITI
- Branca Bernardo (1630)
Fonda in Tromello il Monte di Pietà sotto il titolo di San Martino Vescovo
- Brielli Pietro (1785-1850)
Fu nominato Senatore del Regno il 10 luglio 1849 - Bermani Giuseppe (1812-1883)
Fonda in Tromello l’asilo infantile l’aiutano alcuni benefattori tra cui il Ca. Camillo Brilli, Cav. Giovanni Rava e il Cav. Giovanni Sozzoni. - Catlinetti Giovanni
Macchinista inventore fu insignito di medaglia d’oro dal Cesareo regio istituto delle Scienze, lettere ed Arti il 4 ottobre 1815 a Milano per aver inventato la pesa a ponte, che ancora oggi è in uso con alcune varianti. - Moruzzi Giuseppe (1830-1867)
Patriota morto a Villa Glori per la libertà dell’Italia - Negri Francesco (1841-1924)
Inventore, adattò alla macchina fotografica uno speciale cannocchiale, creando il tele-obbiettivo che per essere costruito da Koristka di Milano ha preso il nome di “tele-obbiettivo Negri” - Carbonino Luigi (1853-1944)
Nativo di Cergnago resse la Parrocchia di Tromello per oltre 60 anni dal 1883 al 1944, fondò l’oratorio S.Luigi dove per generazioni i tromellesi sino sono divertiti alle recite, ai giochi e in competizioni. Nel 1912 chiamò le figlie di Maria Ausiliatrice a dirigere l’asilo infantile. - Cotta
Clementina Ramosino (1864-1939)
Benefratrice dell’opera Pia San Martino è da ricordare che assunse il titolo di Contessa in seguito al matrimonio contratto con il Conte Sizzo de’Norio. - Biscaldi Angiolina (1883-1913)
Benefattrice dell’opera pia San Martino nel suo testamento lasciò un patrimonio di £. 260.000 per il mantenimento dei poveri. Una targa la ricorda ai tromellesi. - Laboranti Giuseppe (1836)
Benefattore istituì doti annuali in favore di ragazze povere e di buona condotta. - Buccellati Mario ( 1891-1905)
Benefattore, tromellese d’adozione orafo di livello nazionale ed internazionale la cittadinanza tromellese è molto grata per l’interessamento alla gestione dell’Opera Pia San Martino (ricovero per anziani) e per le munifiche elargizioni. - Mussini Giovanni (1866-1949)
Medico condotto prestò opera amorevole per il bene dei poveri e dei bisognosi per oltre 40 anni. - Sora Serafino (1868-1961)
Medico condotto per 39 anni profondendo le sue doti morali al bene del popolo. - Salvadeo Giovanni ( 1875-1921)
Fu agente delle cooperative venne ucciso il 28 aprile 1921 - Campegi Luigi ( 1913-1945)
Capitano partigiano venne fucilato a Milano al campo Giuriati il 2 febbraio 1945.